venerdì 15 marzo 2013


                KIERKEGAARD - IL SINGOLO

Secondo Kierkegaard la vera realtà è il singolo, non l'universale. Di qui lo scontro con la filosofia hegeliana che riferiva il reale, in quanto razionale, all'universale. Hegel, ricordiamolo, concepisce la singolarità come un'astrazione, che deriva dall'isolare qualcosa dal tutto in cui solo è reale. Per Hegel la realtà è etica e religiosa perché afferma l'universale, non l'individuale. Al contrario Kierkegaard difende la categoria del singolo
come la categoria etico-religiosa per eccellenza. Egli voleva che sulla sua tomba si scrivesse: Quel singolo.  Per capire ciò però occorre risalire alla tradizione religiosa del protestantesimo, che in maniera drammatica egli cercò di vivere autenticamente.
 La categoria del singolo pone la questione della realtà, e della verità, in maniera del tutto differente da quella hegeliana. La realtà per Hegel corrisponde alla necessità, in quanto dal punto di vista del reale e del vero qualcosa è come deve essere. La coincidenza di realtà e di razionalità significa che il farsi del reale nella storia è determinato dalla razionalità. Invece per Kierkegaard il reale ha un percorso diverso, è una possibilità di esistenza. Egli pone la possibilità come categoria dell'esistenza del singolo. L’infinito per lui è la
possibilità (mentre Hegel aveva concepito l’infinito, a cui il singolo è relazionato, come necessità). Ciò significa che nessuno è già fin dall'inizio ciò che dovrà essere, anzi ognuno si trova a dover decidere che cosa essere. La possibilità è la vera condizione dell'esistenza. Questo significa che tutto dipende dalla nostra libertà iniziale. Siamo noi a decidere cosa essere, passando da una libertà indeterminata a una determinazione.
Questa condizione del singolo verrà poi dalla filosofia di Heidegger, nel XX secolo, espressa nell'affermazione che l'essenza (ciò che uno è) non precede idealmente l'esistenza (l'essere effettivo), ma è vero il contrario: ciò che siamo dipende dalla nostra decisione, da come ci determiniamo. Questa sarà in sostanza la visione dell'Esistenzialismo.
Di qui il punto centrale per Kierkegaard: l'uomo è ciò che sceglie di essere.

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